Crinoidea

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Crinoidea

I Crinoidi (Crinoidea Miller, 1821) sono una classe di echinodermi, unica classe del subphylum Crinozoa. La classe comprende 648 specie viventi e oltre 5.000 specie fossili. Sono noti noti come gigli di mare o stelle piumate marine.

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Descrizione

Crinoidea

I Crinoidi (Crinoidea Miller, 1821) sono una classe di echinodermi, unica classe del subphylum Crinozoa. La classe comprende 648 specie viventi e oltre 5.000 specie fossili. Sono noti noti come gigli di mare o stelle piumate marine.

Descrizione

Al pari degli altri echinodermi (ricci di mare, stelle marine, ecc.) Sono organizzati bilateri allo stadio larvale, mentre gli adulti svolgono una simmetria radiale pentamera e sono integrati da un endoscheletro calcareo.

Le caratteristiche che distinguono i crinoidi da altri echinodermi sono:

una teca, calice, che contiene o sostiene i visceri, formata da piccole piastre ossee fuse insieme a forma di tazza; può essere sostenuta da un peduncolo e possedere vari organi di fissazione al substrato, definitivi o temporanei;
cinque braccia flessibili, di solito ramificate e una forma di piuma;
bocca e ano situazione entrambi sulla superficie orale, che è rivolta verso l’alto.

Adulto

Nella struttura di ogni crinoide si riconoscono tre parti ben distinte: il peduncolo, il calice e le braccia, usualmente in numero di cinque, una simmetria radiata. Il calice e le braccia insieme dichiarato la corona.
Il peduncolo, detto anche columna, è una struttura segmentaria, formata da articoli o piastre colonnali; le singole piastre, composte di calcite, possono avere, una seconda della specie, sezione circolare, quadrata, ellittica, pentagonale o stellata, con superficie liscia o percorsa da striature radiali. In alcune specie il peduncolo porta, nella porzione aborale, nelle appendici chiamate cirri, anch’esse munite di articoli mineralizzati, con quale l’animale si fissa al substrato. La porzione ove il peduncolo prende il contatto con il substrato prende il nome di capsula. In molte specie (Comatulida) il peduncolo è atrofizzato e i cirri si dipartono direttamente dalla base del calice.

Il calice, detto anche teca, presenta una forma simile ad una coppa e contiene al suo interno gli organi vitali; è composto da una serie di piastre ossee pentagonali, rigide o articolate, e da una membrana (tegmen o disco), calcolate, sulla quale si trovano la bocca e l’ano.

Al calice sono attaccate cinque braccia, che a loro volta si biforcano per formare 10 o più appendici, frequentemente molto ramificate, dotate di pinnule cave. Braccia e pinnule presentate piccole piastre brachiali, disposte in serie semplici o doppie. Le pinnule prossimali o pinnule orali (vicine alla bocca) sono molto più grandi delle altre e sono fornite da podia, estroflessioni munite di papille sensoriali; man mano che ci si sposta verso la porzione distale delle braccia le pinnule vanno rimpicciolendo.

Biologia

Sono organi bentonici; la maggior parte delle specie (Comatulidi), pur vivendo sempre uno stretto contatto con il fondale, hanno la facoltà di spostarsi liberamente, nonostante gli spostamenti siano al massimo di pochi metri; alcune specie invece (p.es. gli Isocrinidi) sono strettamente ancorate al fondale; alcuni di esse (Endoxocrinus spp., Neocrinus spp.) se minacciate, utilizzate per pedonare e riacquistare temporaneamente la mobilità, utilizzare le braccia come propulsori.

Alimentazione

Sono organi filtratori passivi, che si nutrono di una varietà di protisti (actinopodi, diatomee e altre alghe unicellulari, foraminiferi), larve di invertebrati, piccoli crostacei e detriti organici. Le particelle di nutrienti vengono catturate dalle braccia ramificate, ricoperte di secrezioni mucose, e sospinte verso la bocca.

Riproduzione

Sono animali gonocorici, cioè a sessi separati. I gameti sono prodotti da pinnule specializzati situati alla base delle braccia, e la fecondazione è esterna, cioè i gameti vengono liberati nell’acqua. Dopo la fecondazione le uova sono conservate alla base delle pinnule, sino alla schiusa.

Predatori

Tra i potenziali predatori dei crinoidi vi sono i pesci di almeno nove famiglie differenti: Lutjanidae, Ephippidae, Chaetodontidae, Labridae, Monacanthidae, Tetraodontidae, Notacanthidae, Balistidae e Sparidae. Tra le specie che si cibano preferibilmente di crinoidi vi sono l’orata (Sparus aurata) e il pesce balestra pagliaccio (Balistoides conspicillum). Nella maggior parte dei casi la predazione non è letale e si risolve nell’amputazione, parziale o totale, di alcune braccia, che sono in grado di autorigenerarsi. In molte specie di crinoidi è stata documentata la capacità di difendersi dalle aggressioni con l’autotomia.

Simbionti

I crinoidi contraggono rapporti di simbiosi o commensalismo con diverse specie di piccoli crostacei tra cui i gamberetti della famiglia Palaemonidae (Ancylomenes spp., Crinotonia spp., Laomenes spp., Periclimenes spp.) E il granchio crinoideo del Mar Rosso (Tiaramedon spinosum – Pilumnidae).

N.B. Le foto sono puramente indicative, l’animale che acquistate potrebbe differire dalla foto. Potete richiedere maggiori informazioni e ricevere foto reali degli animali scrivendoci su Whatsapp oppure al nostro indirizzo email: info@fishncorals.com

Informazioni aggiuntive

Peso1 kg

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